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Una mamma scrive

vaccino 02 Un bambino figlio di genitori no-vax è morto a causa delle complicanze del morbillo. Non conosciamo i dettagli ma aveva 6 anni ed era affetto da una Leucemia Linfoblastica Acuta, un tumore tipico del bambino con un’alta percentuale di guarigione. I fratelli hanno contratto anche loro il morbillo ma sembra che l’origine dell’infezione non siano stati loro. Non ha importanza perché i giornali scrivono su ciò che hanno a disposizione e molte cose non si possono dire perché il segreto professionale, sacro, del medico non lo consente.

Si discute in questi giorni in maniera accesa del diritto di imporre per legge alcune vaccinazioni.
La Corte Europea ha stabilito un precedente giuridico per correlare vaccinazioni e malattie (ai fini assicurativi).

Non voglio parlare di queste cose. Voglio parlare di un’altra situazione legata ai vaccini che mi ha molto colpito.
Nell’ambito delle domande di questo blog mi ha scritto una mamma chiedendomi del vaccino per il Morbillo, Parotite, Rosolia (MPR).

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22/06/2017
Buongiorno dottore, il mio bambino riceverà la sua PRIMA dose di vaccino MMR a cinque anni e cinque mesi. Cosa devo aspettarmi visto l’età?
Ci sono rischi maggiori?
Qual è il periodo delle reazioni date dai vari virus, che mi dicono non funzionare “in contemporanea”? Leggo da cinque giorni a due mesi (!!) dopo l’iniezione, è corretto?
Posso somministrare qualcosa per farglielo tollerare meglio, es. Vitamine A – D – C?
Grazie
R.: più si va avanti con l’età e più aumentano le probabilità di febbre dopo la vaccinazione. Questa probabilità non vi deve spaventare perché la febbre si tiene sotto controllo con il paracetamolo mentre i vantaggi sono evidenti. Non capisco cosa voglia dine “non funzionare in contemporanea”. Diciamo che la febbre potrebbe arrivare dopo 7-8 giorni dalla vaccinazione, forse qualche giorno più o meno ma non due mesi dopo. Non può fare nulla per modificare la risposta immunitaria. Trattandosi della prima somministrazione è bene non usare (se deve fare anche la varicella) il tetravalente MPRV come già segnalato dall’AIFA (vedi Raccomandazione vaccino mprv ). La seconda dose si deve somministrare dopo 3-5 anni.

22/06/2017
La ringrazio per la veloce risposta.
La febbre potrebbe essere alta? Quanto dura in media?
Il senso della domanda era il fatto che ad esempio la componente parotite sembra dare problemi dopo tre settimane, quella morbillo dopo una, per la rosolia non è chiaro. Si parla anche di trombocitopenia entro due mesi ed encefalite entro tre. Mi chiedo quindi per quanto tempo dovrò tenere monitorato il bambino.
Grazie ancora.
R.: la febbre nel morbillo è alta, nella forma vaccinica potrebbe essere altrettanto elevata. Il movimento febbrile perdura per qualche giorno. Gli eventi, come ho già scritto, sono abbastanza vicini alla somministrazione. Non capisco cosa voglia dire monitorare il bambino. Tutti i genitori monitorano il loro figlio tutti i giorni per anni, ci giocano, lo lavano… Mi auguro che per monitorare lei non intenda guardarlo con sospetto alla ricerca di segni di malattia. E’ una cosa da non fare perché totalmente inutile.

23/06/2017
Mi scusi, ma non capisco: se la febbre nel morbillo è alta e nel vaccino altrettanto, se il rash cutaneo ci può essere in entrambi i casi, se insomma si fa la malattia, anche se in forma attenuata, qual’è il beneficio del vaccino?
Per monitorare intendo esattamente quello che ha detto lei, controllare eventuali segni di malattia o reazione anomala, come si fa dopo la somministrazione di qualunque farmaco venga dato la prima volta. Non vedo cosa ci sia di strano, la lista delle possibili complicazioni riportate sul bugiardino del vaccino è lunga due pagine, dovrei far finta che non esistano?
R.: la febbre del morbillo da vaccino può essere altrettanto elevata ma è meno frequente che si verifichi; il rash cutaneo è meno frequente e più lieve. Il vantaggio della malattia da vaccino è evidente quando si consideri che la malattia da vaccino è di gravità acuta più limitata e con le complicanze tipiche di frequenza almeno 1000 volte più rare di quelle causate dalla malattia selvaggia.
Io credo che nessun genitore controlli se il bambino abbia segni di malattia ma solo che percepisca che qualcosa non va. La ricerca dei segni di malattia è un processo attivo mentre la percezione (il bambino si sveglia la mattina e mi sembra strano…) è un processo passivo. Anche l’attenzione agli eventuali effetti della prima somministrazione di un farmaco (in realtà le reazioni non si verificano alla prima somministrazione ma alle successive) è un processo passivo.
La lista dei possibili eventi avversi è lunga ed è giusto che lo sia: è proprio dall’attenzione del medico alla somministrazione di un farmaco ed al rilievo di qualunque anomalia (anche solo sospetta) correlabile, almeno temporalmente, alla somministrazione del farmaco che scatta la notifica di ADR. Non si deve fare finta che non esistano ma solo sapere che esistono. Se il mio bambino mi sembra strano mi attivo ma non faccio il contrario ovvero mi attivo alla ricerca di stranezze perché è un processo pericoloso ed ansiogeno.
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Innanzitutto voglio ringraziare questa mamma anche per i toni accesi, al limite dell’aggressività e del sarcasmo, che dimostrano la grande intensità di sentimenti tipici di una mamma.

Le osservazioni di questa mamma rispecchiano due sentimenti splendidi che, però, non riescono a trovare una sintesi, per me molto semplice ma che, evidentemente, non sono riuscito a trasmettere.
I due sentimenti sono AMORE e PAURA.

Amore per il bambino, una persona fragile, ancora tutta da maturare, che ha bisogno della protezione fisica e morale dei suoi genitori per potersi sviluppare al pieno delle sue capacità e potere vivere una vita al meglio delle sue possibilità. Amore che porta i genitori a cercare di proteggere il bambino anche attraverso una pratica, quella vaccinale, che è finalizzata a cercare di impedire che il bambino contragga malattie gravi, talvolta fatali.

Paura di nuocere al bambino somministrando (non importa se per scelta oppure per obbligo di legge) un vaccino, una sostanza estranea, al figlio sano. Paura che questa pratica possa nuocere ed il genitore non si accorga dei primi segni della tossicità, dei primi segni della malattia iatrogena (causata dall’atto medico). Paura di non essere un buon genitore. Da qui la ricerca quotidiana dei segni di malattia fino al termine temporale ultimo per il suo manifestarsi, almeno quello segnalato nella RCP del vaccino.
Questo elemento della paura, la ricerca attiva dei segni di tossicità, mi ha preoccupato ed indotto a riflettere. Mi è sembrato, forse sbaglio ma non importa, che la mamma comunicasse una preoccupazione tale da indurre un comportamento attivo di ricerca di febbre, macchie sulla pelle (la riduzione delle piastrine nel sangue causa piccole emorragie), alterazioni della camminata, ed altri sintomi.
Credo che questo comportamento vada oltre il ragionevole perché le probabilità di malattia vanno ben oltre l’atto della vaccinazione ed i segni della stessa non possono sfuggire al genitore che ama. Tutti i genitori vivono con il bambino e lo vigilano, lo proteggono, ma non cercano spasmodicamente segni di malattia (è la percezione che ho avuto) perché non sta nell’ordine naturale delle cose. I genitori conoscono il bambino, lo “vivono” quotidianamente e notano, quasi un sesto senso, se qualcosa non va. Anche una piccola macchiolina sotto la pianta del piede viene rilevata, inconsciamente, durante le coccole, il bagnetto. Anche quando il bambino non è più piccolo ma ormai adolescente o giovane adulto in grado di comunicare, i genitori percepiscono il disagio, più spesso psicologico che fisico, dal timbro della voce, dal modo di muoversi, di parlare. E’ una percezione passiva, come scrivevo, non  una ricerca attiva.

Il rilievo passivo, il sospetto,  di qualcosa di strano porta i genitori alla visita medica non programmata dai calendari, alla visita urgente, da parte del Pediatra di Fiducia. Il Pediatra effettua (lui si che deve farlo!) una ricerca attiva dei segni di malattia, o di mancanza della stessa. E’ il suo lavoro (anche il mio) e lo può svolgere al meglio proprio perché in uno stato emotivo diverso da quello dei genitori.
Uno stato fortemente permeato di empatia che gli consente di condividere, accogliere, in pieno la sofferenza del bambino e dei genitori, senza farsi schiacciare dall’intensità della sofferenza stessa, per passare all’azione diagnostica e terapeutica.

La sintesi? La sintesi non può che essere uno dei due sentimenti, che inevitabilmente comprenda e governi anche l’altro.
Solo AMORE può essere la mia sintesi, la sintesi proposta da Roberto Minelli
Amore per il bambino porta all’azione propositiva di vaccinare (non amo molto le coercizioni anche se mi rendo conto che talvolta, quando non c’è maturità di giudizio, siano necessarie) ed anche di governare la paura attraverso un semplice ragionamento.
Ho fatto ciò che era giusto fare per il mio bambino e mi godo la sua esistenza con gioia. Non posso passare il mio tempo alla ricerca di segni di malattia (qualsiasi malattia: indotta dal vaccino?, spontanea? effetti collaterali dei farmaci? e se gli viene un tumore?) perché non ho abbastanza tempo e risorse psichiche per farlo. La vita è breve ed io genitore non mi posso permettere il lusso di sprecare il tempo, ma anche la mia emotività, nella preoccupazione che mio figlio possa ammalarsi. Lo proteggo - le vaccinazioni, il casco per la bicicletta, i maglioni durante l’inverno, il Pediatra, il Dentista, l’Oculista, quale scuola sarà meglio, quale sport,… – per quello che posso fare e poi lo vivo quotidianamente accogliendo con entusiasmo la sua vita, ciò che lui mi regala quotidianamente.

Ho fatto ciò che era, ciò che sentivo, giusto fare e sono soddisfatto. E se si verificano complicanze dei miei atti (reazioni avverse a farmaco, una scuola sbagliata, non  mi sono portato il maglioncino e c’è un umido pazzesco…) non è importante perché non c’è nessun errore, nessuna manchevolezza, nessuna leggerezza, nel mio comportamento. La scelta operata nel momento in cui l’ho fatta è la migliore che potessi fare perché, viceversa, ne avrei fatta un’altra.
Questo vale per i vaccini come per tutte le altre scelte che devo compiere al posto di mio figlio fino a che lui non sarà in grado di compierle autonomamente (e forse anche quando mi chiederà un consiglio su ciò che gli conviene fare).

I genitori che amano i loro bambini non sbagliano mai.

Fonti:
La Stampa: Un bimbo malato…
Wired: Corte Europea, bastano “indizi gravi”…
European Medicine Agency: RCP vaccino morbillo, parotite, rosolia

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