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Dieta per l’ADHD

sapiente Una dieta salutare può aiutare i bambini affetti da ADHD, la Sindrome da deficit dell’attenzione con iperattività. La malattia è oggetto di studio da anni e le terapie proposte sono molteplici, con una integrazione tra terapie comportamentali e farmacologiche. L’aspetto dietetico-nutrizionale è stato studiato con alterne vicende e segnalazioni di innocuità o tossicità a seconda dei diversi aspetti considerati.

Dal sito Epicentro, dell’Istituto Superiore di Sanità, riporto i sintomi dell’ADHD:
“I sintomi chiave di questa condizione sono la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività, presenti per almeno 6 mesi e comparsi prima dei sette anni di età.
I bambini con ADHD:

  • hanno difficoltà a completare qualsiasi attività che richieda concentrazione
  • sembrano non ascoltare nulla di quanto gli viene detto
  • sono eccessivamente vivaci, corrono o si arrampicano, saltano sulle sedie
  • si distraggono molto facilmente
  • parlano in continuazione, rispondendo in modo irruento prima di ascoltare tutta la domanda
  • non riescono ad aspettare il proprio turno in coda o in un gruppo di lavoro
  • possono manifestare serie difficoltà di apprendimento che rischiano di farli restare indietro rispetto ai compagni di classe, con danni emotivi

La diagnosi di ADHD può essere formulata secondo il DSM in presenza di 6 o più dei 9 sintomi di disattenzione oppure di 6 o più dei 9 sintomi di iperattività\impulsività.”

Una recentissima revisione della letteratura, pubblicata su Pediatrics, l’ormai nota rivista organo ufficiale dell’American Academy of Pediatrics, da un gruppo di neurologi pediatri della Northwestern University di Chicago, Illinois, Stati Uniti, ci aggiorna sugli effetti della dieta come fattore  favorente l’ADHD.

Secondo i risultati della ricerca, che ha revisionato i risultati di circa 70 articoli di adeguata robustezza sperimentale, una dieta abbastanza semplice con scarso apporto di grassi, molti cibi integrali, frutta e verdura e con l’integrazione di acidi grassi omega-3 ed omega-6 potrebbe rappresentare una buona alternativa alla terapia farmacologica per i bambini affetti da ADHD.
La dieta occidentale, ricca di grassi saturi e cibi raffinati sarebbe particolarmente “tossica” anche se l’eliminazione  di allergeni ed additivi, coloranti e conservanti, non sarebbe così vantaggiosa.

Nelle conclusioni vengono enfatizzate l’economicità e l’accettabilità della dieta sia per i pazienti che per i genitori, insieme con l’innocuità del tentativo terapeutico.

Secondo i ricercatori, l’intervento dietetico deve essere preso in considerazione quando i bambini presentano effetti collaterali o il fallimento della terapia farmacologica, quando sono presenti deficit nutrizionali evidenti, oppure quando i genitori o il bambino sono seriamente motivati all’approccio nutrizionale.

Fonti:
Pediatrics 2012; doi: 10.1542/peds.2011-2199
Roberto Minelli, blog 01 aprile 2011
Istituto Superiore di Sanità, Epicentro: Sindrome da deficit dell’attenzione con iperattività

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