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Carboidrati tutti uguali?

junk food I carboidrati nella dieta delle persone obese non sono tutti uguali ai fini metabolici, anche a parità di calorie assunte (ovvero mantenendo stabile il peso). I carboidrati a basso profilo glicemico, quelli che tendono ad elevare di meno la glicemia quando somministrati in quantità equicaloriche, possono presentare alcuni vantaggi rispetto ad una dieta non selezionata.

I carboidrati, gli zuccheri, a basso profilo glicemico sono contenuti nella frutta e verdura, latte, yogurt e formaggi.
La scoperta arriva da un gruppo di Seattle ed è pubblicata sul Journal of Nutrition. Rispetto ad una dieta con prevalenza di glucidi ad elevato profilo glicemico quella a più basso profilo glicemico, con minori elevazioni della glicemia e dell’insulinemia, è caratterizzata da un valore inferiore di Proteina C reattiva (CRP), che, entro certi limiti, rappresenta un segno di infiammazione vascolare, ed un valore lievemente più elevato di adiponectina, un ormone che migliora la risposta all’insulina e l’ossidazione dei grassi.
Tutto questo anche se non si verifica un cambiamento del peso, ovvero a parità di calorie assunte quotidianamente.

Un gruppo italiano ha pubblicato invece, su Medico e Bambino, una ricerca svolta confrontando gli effetti di due diete ipocaloriche a diverso indice glicemico. E’ stata  ottenuta una riduzione del peso in entrambi i casi ma una riduzione del rapporto vita/fianchi (indice indiretto di maggiore rischio per malattia metabolica) e di un indice indiretto della sensibilità insulinica (insulino resistenza) chiamato HOMA solo nella dieta a basso indice glicemico.
Anche in questo caso, evidentemente, la qualità dei carboidrati ingeriti ha fatto la differenza.

L’applicazione di una dieta ipocalorica rimane, ovviamente, il provvedimento migliore per ridurre le complicanze dell’obesità ma il miglioramento della qualità dell’alimentazione ha una discreta importanza al fine della limitazione almeno di quelle metaboliche.

In campo pediatrico abbiamo un’enorme responsabilità nell’evitare che i bambini normopeso scivolino lentamente verso una situazione di malattia “obesità” con tutte le complicanze correlate.
L’informazione sulla qualità delle fibre assunte, che regolano il profilo glicemico, è utile anche per coloro che sono in un range di peso normale perchè i picchi glicemici, modulando negativamente l’insulinemia, favoriscono l’appetito ”di rimbalzo” con nuova assunzione di cibo.

Fonte:
J Nutr 2012; doi: 10.3945/jn.111.149807
Medico e Bambino 2011; 10: 653-657
Per l’importanza del rapporto vita/fianchi: cardiometabolica.org
Per l’importanza dell’HOMA: LigandAssay 2007; 12(1): 45-48

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